3 Dicembre 2021

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Primo piano di Momò | Marina Corrente
Ciao! Mi chiamo Marina e sono una social media manager & community manager.
Abito a Salerno, ma grazie al web posso raggiungerti in ogni angolo di mondo... "Momò"!
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Fenomenali poteri cosmici e minuscolo spazio vitale: la bio di Instagram.

Ti sei mai chiestə cosa può fare per te una bio di Instagram?
Forse no, magari sai solo che va fatta e provvedi a scriverne una e se è così non sentirti pirla perché in tutta sincerità credo siano pochissime le persone che si pongono questa domanda.

La bio di Instagram è di fatto una biografia di 150 caratteri.
In base alla tipologia di profilo che hai creato e all’uso che ne farai, descriverà il tuo brand dal punto di vista professionale, oppure parlerà di te sotto una luce più personale.

In estrema sintesi la bio di IG dice quello che vuoi tu. Intendo proprio letteralmente: puoi scrivere quel che vuoi ma dovrai mettere in pratica tutte la tua capacità di sintesi.

E se il dono della sintesi non ce l’hai?
Ahi ahi ahi ahi ahi!

Come deve essere una bio IG… Uguale a tutti i tuoi competitors.

Online c’è il mondo, anzi, forse qualcosa in più visto che spesso molti di noi hanno più di un profilo.

Ormai tutti utilizziamo i social per scopi lavorativi, quindi parliamo di questo: le bio di IG dei profili professionali.
Sai cosa puoi notare se ti soffermi a leggere le bio di persone che fanno un lavoro simile tra loro?
Che sono tutte uguali, più o meno noiose e stimolano, in quantità differenti, una certa dose di diffidenza in chi le legge.

Certo, fare come fanno tutti è rassicurante e in più se lo fanno tutti ci sarà un motivo, no? Forse lo fanno tutti perché quelle bio convertono?

I guru del marketing ci riempiono le orecchie di quanto sia importante differenziarsi, noi ce ne riempiamo a nostra volta la bocca ma… Pochissimi hanno il coraggio di differenziarsi davvero.

Vuoi un esempio?
Provo a indovinare la bio di un SMM qualunque:

  • Curo i tuoi canali social come fossero miei
  • Ti aiuto a non restare mai senza parole e a creare relazione con i tuoi clienti
  • Prenota la tua call gratuita

Carina eh, ci mancherebbe. 

Ma se la tua somiglia a questa, un po’ mi dispiace per te.

Perché scriverne una che i tuoi clienti ricordino.

Quando percorri tante volte la stessa strada finisci per ritrovartici soprappensiero, di attraversarla senza nemmeno bisogno di concentrarti o farle troppo caso.

Funziona allo stesso modo anche per gli utenti dei social: a furia di leggere e vedere sempre le stesse cose non si soffermano, sono di passaggio senza prestare attenzione.

Vuoi che i potenziali clienti che finiscono sul tuo profilo facciano così?
Eppure tu impieghi tempo, cura e dedizione a curarne i contenuti, a essere presente e a cercare di rendere il mondo online un posto migliore. Meriti che le persone perlomeno leggano ciò che crei per loro.

Come insegna una delle regole base del copywriting, le prime 2 righe di qualsiasi testo sono importantissime: è lì che il lettore decide se vale la pena continuare a leggere o se sarà meglio dedicarsi ad altre attività più piacevoli o interessanti.


Prova ad applicare la stessa regola alla tua bio, cattura il cliente, osa, spostati dal sentiero del “ti aiuto”, trova altre parole e riferimenti.

Fai in modo che si ricordino di te e tieni a mente che se riesci a farli ridere – senza diventare una sorta di giullare dell’Instagram – o riflettere, li hai già conquistati.

Cosa serve per una bio come dico io?

Per riuscire a scrivere una bio memorabile bisogna avere chiarissimo il target a cui ci rivolgiamo (sì, so che stai pensando “che palle ‘sto target” ma oh, è importante) perché una bio di questo tipo è molto differenziante, certo, ma anche parecchio divisiva.
Devi sapere cosa il tuo target accetterà e cosa no, cosa capirà e cosa no, cosa apprezzerà e cosa detesterà.

Infatti, dopo aver modificato la tua bio come dico io (daje), perderai alcuni follower. Ma stai tranquillə perché in pochi giorni ne arriveranno di nuovi e si innamoreranno di te al primo istante.

Tieni presente che una bio di Instagram differenziante rispetterà il tuo tono di voce ma in più potrà prevedere a grandi linee anche una strategia di comunicazione, visiva e verbale.
Insomma, può semplificare notevolmente il tuo processo di produzione dei contenuti.

Come lo so?
Beh, anzitutto perché questo è il mio lavoro, poi perché sto seguendo un cliente che ha una bio particolare che mi ha indicato subito la strada da seguire per la produzione dei suoi contenuti, rendendomi la vita decisamente più semplice del previsto.

Sto parlando di Matteo Gioiosano, Facebook ads specialist:

Questa bio è stata scritta dalla mia socia e copywriter Alice, che ha preso ispirazione dalla famosa citazione di Clint Eastwood in Per un Pugno di Dollari (ndr: “quando un uomo con la pistola incontra un uomo col fucile, quello con la pistola è un uomo morto”).


Poiché riprende una citazione davvero molto conosciuta, suona famigliare a chi la legge e attira l’attenzione perché crea, in questa sensazione di famigliarità, un’anomalia.
È in questo modo che attira l’attenzione e aggancia il suo target: persone decise a convertire su Facebook con le sponsorizzate a pagamento.

In più rappresenta bene la professionalità e la determinazione di Matteo, che è decisamente un uomo con molte armi dalla sua, quando si tratta di fare il suo lavoro.

Come la bio di Instagram ha condizionato – e semplificato – la mia produzione dei contenuti per Matteo.

Quando si comunica sui social l’errore più comune è finire con l’omologarsi a ciò che “va per la maggiore” in quello specifico settore e nicchia – nel caso di Matteo le ads Facebook.

In poche parole si tende a seguire quello che gli “altri” (i concorrenti) pubblicano perché pare che funzioni.

Nonostante l’alta qualità dei contenuti prodotti, si rischia così di essere “uno dei tanti” e nessuno o pochissimi ricorderanno che quel carosello così interessante è di Matteo Gioiosano.

La bio di Instagram scritta da Alice per Matteo, invece, mi è stata molto utile per tracciare una “rotta” partendo dal primo PED, nel quale ho definito rubriche e linee guida editoriali per i primi 6 mesi. 

Dalla bio sono partita per lavorare sull’identità visiva: abbiamo realizzato delle nuove foto e associato l’emoji 🤠questa emoji per rendere ancor più riconoscibile la “voce” del mio cliente.

Esempio di contenuto ispirato alla nuova bio Instagram di Matteo.

Parametri come i follower, le vanity metrics e i cuoricini sono segnali da tenere in considerazione ma che hanno un peso relativo: ti accorgi di aver lavorato bene su identità, proposta di valore e community, quando inizi a chiedere (oltre che a dare).

Per esempio Matteo ha proposto le sue consulenze e realizzato – e venduto – il suo primo corso. 

Chi compra se nessuno sa bene chi sei e come ti chiami?
E come puoi riuscire a differenziarti dalla concorrenza, farti riconoscere se non facendo qualcosa di diverso inserendo elementi – verbali e visivi – che sono solo tuoi?

Infine, una bio che spacca e coerente, ti tornerà utile utilissima quando attiverai le tue ADS. Ma questa è un’altra storia, 🤠vero Matteo?

Get Up Set Up e passa la paura.

Per tutte queste ragioni io e Alice abbiamo pensato a un servizio combinato che riesca a settare il profilo IG dei nostri clienti, differenziandoli, rendendoli memorabili e facendo in modo che non rimangano a corto di idee, pensando per loro dei contenuti personalizzati e coerenti con il tono di voce e l’immagine evocata da quei 150 caratteri.

Si chiama Get Up Set Up e fornisce una bio che spacca e 30 idee per dei contenuti personalizzati, felici e contenti, da creare e distribuire sul tuo calendario editoriale a piacere, secondo le tue necessità.

Vuoi saperne di più?
Ti basta chiedere!

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